Borlenghi

Da Wibo.

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I Borlenghi sono una specialità, Pat, dell'appennino modenese ossia, Zocca, Vignola, Guiglia, il Frignano, le vallate del Panaro, fino ad alcuni comuni del bolognese come Castello di Serravalle e Castel d'Aiano, Vergato. L'etimologia non è chiara forse dal tedesco bertling (assicella), per altri, invece, si riconduce a burla o perchè antiamente legato al carnevale o perchè dietro una apparente leggerezza si nasconde un cibo molto sostanzioso. L'aspetto ricorda quella delle crêpes, ma la consistenza è quella di un'ostia morbida al centro e friabile al massimo sui bordi, che viene farcita e ripiegata, sottilissima circa mezzo millimtro e croccante, si mangia con le mani.

  • Impasto: Si amalgama farina, sale e acqua in modo da ottenere una sorta di colla, una pastella collosa che deve riposare qualche ora prima della cottura (come proporzioni circa 500g di farina per 2 litri di acqua).
  • Cottura: La cottura è dunque identica a quella delle crêpe, piu' si cuociono e meno morbidi diventano ed anche più fragili per cui bisogna dare attenzione nel girarlo per cuocere entrambe le parti. Vengono cotti su una piastra-padella, chiamato a seconda della zona i provenienza: cotta o cottola, nel Frignano e Panaro occidentale, piastre di ferro da circa 30 cm di diametro con un lungo manico, unte con cotenna di maiale, e da sovrapporre dopo avervi colato sopra la colla di farina; oppure sole nel Panaro orientale, un cerchio di rame stagnato, di circa 40-50 cm di diametro con il manico, genericamente di legno molto lungo, unta anche questa di strutto o con cotenna di maiale, il sole viene genericamente appoggiato su un fornello ad hoc a corona multipla, alimentato da una bombola a gas; quando il borlengo si è solidificato va sollevato, capovolto, quindi condito con la cunza ossia il pesto modenese e un poco di parmigiano grattugiato. Ripiegare a meta', poi ancora a metà fino ad ottenere in pratica un settore circolare, si deve mangiare caldissimo.
Condimento
  • Pesto modenese o Cunza: aglio tritato, rosmarino, lardo, sostituibile con pancetta non troppo magra, battuti a coltello, meglio ancora se a lama calda, aggiunendo sale e pepe.

Varianti, Note e Aggiunte

• Nell'impasto: qualcuno aggiunge da 1 a 5 uova per kg di farina, latte al posto dell'acqua o una miscela di acqua e latte.
• Nella cunza raramente è presente anche salsiccia.
• A Guiglia in maggio si tiene la sagra del Borlengo.
• Nei comuni al confine con la Toscana come ad esempio Montese, prendono spesso il nome di Zampanelle, a Polignago sono chiamati Solatelle.
Freddo non ha un suo perchè, ma c'è chi lo mangia.

Pagine correlate

  • Leggende sul Borlengo
  • A Zocca in Località: Le Lame - Monte San Giacomo è stato aperto il Museo Laboratorio del Borlengo incorporato al Museo del Castagno e che periodicamente organizza dei corsi di preparazione dei Borlenghi. E' aperto Domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.30 (estate estate 10-12/16.30-19.30) costo 2,50€
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